martedì 8 luglio 2008

Acquaticità

Touch
Eh sì, sabato scorso grande giornata. Lo abbiamo portato al corso di acquaticità neonatale dal mitico B.

B è proprio bravo, sa prendere i bimbi con una levità straodinaria. La situazione organizzata in un bagno della Versilia però non era delle migliori, tantissima gente, poca possibilità di ricevere attenzioni.

Non lo rifaremo, lo porteremo in piscina da soli (Paola è stata agonista a livello nazionale, io sono stato "semiagonista", siamo pratici di nuoto), al coperto e poi in autunno lo portremo da B in corsi un po' meno affollati in cui sarà possibile avviare un percorso, cosa impossibile la volta scorsa.

Certo è che i bambini in piscina sono uno spettacolo straordinario, Samu, col suo costumino blu e rosso (regalo della nonna genovese) era fantastico. Il costumino d'ordinanza è contenitivo, lascia passare la pipì ma trattiene la cacca.

E' stato davvero emozionante. Però sarebbe stato meglio avere una situazione meno "da catena di montaggio".

Alla fine poi, nonostante tutta la documentazione spulciata ti sorgono i dubbi: ma se ha bevuto un po' adesso gli verranno delle infezioni? Sarà stato pericoloso? Avrà preso troppo sole? Insomma, ti senti di nuovo un genitore carico di paure, appena svoltato l'angolo. Però Samu ha reagito alla grande e per lui -credo- sia stata un'esperienza importante. Dico "credo" perché fra le paure che ti assalgono c'è sempre quella di proiettare eccessivamente se stessi e di obbligare i bimbi a fare quello che per noi è importante, senza rispetto.

Questo sì, questo senso di colpa, quando non è paralizzante e/o patologico, me lo tengo stretto perché se potrò essere un buon genitore sarà (ed è) un elemento fondamentale.

martedì 1 luglio 2008

Guardare e domandarsi

Stanotte qualche ciclo di agitazione. Niente pianti.
Solo fatica per Samu a prendere sonno.

Lo guardavo e mi domandavo se in quegli scatti improvvisi ci potesse essere -in nuce- la stessa agitazione, la stessa rabbia, la stessa inquietudine che rode me e la mia tranquillità da quando sono nato.

Gli ho dato in eredità l'imposibilità di prendere sonno quando mi sento schiacciato dalla vita? Gli ho dato una rabbia irrefrenabile?

Lo guardavo e pensavo a quant'è bello e a quanto vorrei che potesse essere più tranquillo di me. Quando si agita lo si capisce subito perché ha il corpo che diventa insofferente e le pupille si dilatano. Così, ieri sera quando dormiva, ogni tanto ripiombava alla veglia come risucchiato d'improvviso da un senso di inquietudine.

Ho rivisto me stesso in mio figlio e questa volta ho visto (forse è solo una mia proiezione) proprio una delle cose che mi auguro di non aver trasmesso.

Poi però al mattino, io meno agitato, ho pensato che se anche Samu avrà la mia stessa, medesima inquietudine, magari sarà più bravo di me a gestirla. Chissà. Se questa cosa bagnerà anche lui, magari lui saprà farne una virtù.

Al mattino è sempre tutto più bello.

Quello che non cambia è il mio amore per lui, che anche quando attorno a me c'è un po' di nebbia è sempre la cosa più grande di cui sono capace.
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