giovedì 4 dicembre 2008

Il tempo di latenza...

No, non si è morti se si tace da un po' di tempo. Magari si sta semplicemente vivendo la vita e tempo ed energie per una condivisione di logos vengono meno. Magari mentre si assapora la vita si è nientemeno cogitabondi e si progetta, magari, semplicemente, si fa altro.
Credo che -in generale- sia del tutto sano il tempo di latenza: il tempo in cui non si agisce, non si cura, non si fa. E' il tempo in cui le cose maturano per tornare a nuova vita poi, magari migliori. No, non ha a che vedere con la crisi, non è crisi. E' pura latenza, perché i semi per dare frutto debbono poter afferrare e maturare sotto terra.
In questi mesi paterpuer è stato un pensiero fisso ma c'era bisogno che le parole non uscissero e che le energie fossero impegnate a succhiare la vita.
Il giornale esce tutti i giorni, qui no. È altro. Un diario è roba da collezionismo, qui è tentativo di comunicazione, cioè di messa in comune; la regolarità fa al caso di altri.

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