mercoledì 28 gennaio 2009

Che magie!

Eh sì, in queste settimane sta accelerando alla grande. I progressi degli ultimi tempi sono: sa stare stabilmente seduto (ormai da un po'); è riuscito a sedersi da solo, alzandosi con le proprie forze; tollera molto meglio la posizione "di pancia" (stasera ci si è addirittura addormentato); ha imparato - erano almeno 3 o 4 settimane che la cosa era nell'aria - ad abbracciare, tende le braccia aperte verso qualcuno e poi si butta di testa come i nuotatori dai blocchi. Ora è davvero molto più "presente", comincia a essere quasi una controparte, spunta sempre più nettamente un caratterino niente male che si esplica al massimo nelle proteste per la fame (o semplicemente perché, anche a pancia piena, vede qualcun altro mangiare a ne vuole anche lui).

Comprende il "no"? Bah... non ho voglia questa volta di adottare lo stile-trattazione. Io ho sempre tentato di associare un tono basso e una pronuncia secca del "no" a un gesto (tipo togliergli il telefono dalla bocca). Ho sempre dato importanza alla strettissima connessione temporale fra l'una cosa e l'altra, preferendo la simultaneità. Insomma più che dei saggi di pedagogia ho sempre agito in ossequio ai manuali di addestramento dei cani: ai cuccioli mancano le strutture cerebrali per associare un divieto, magari un urlaccio a una azione che hanno compiuto se il divieto non viene comunicato nell'immediata prossimità del gesto. Insomma, i cani piccoli dimenticano subito di avere fatto una cosa e se l'urlaccio non arriva in tempi record non solo non ha effetto ma tende a rendere insicuro l'animale, che si sente attaccato senza poter minimamente intuire il perché.
Risultati? Beh, a parte lo stuolo di familiari che mi rideva dietro dicendo che parlavo al vento... praticamente nessuno. Una quindicina di giorni fa - in prossimità degli otto mesi quindi - ho però cominciato ad avere la netta sensazione che capisse che a quei "no", avrebbe dovuto rispondere con uno stop di quello che stava facendo (per poi riprendere a farlo solo pochi secondi dopo con un gran sorriso).
Paola mi ha detto che nello scorso week end, mentre Samuele seduto su un divano strappicchiava delle foto, lei gli ha detto di non farlo ripetendo un sonoro "no" più volte. Magia: Samuele sembrava capire. Sembrava capire anche perché nel giro di pochi "no" ha escogitato una strategia di aggiramento: "Appena mamma si allontana ricomincio a strappare, quando mamma si avvicina smetto di nuovo". Nascondersi e sbirciare sarebbe stato fantastico ma io ero a sfacchinare giù in strada con i bagagli...

In barba alle mie stesse raccomandazioni ho istituito la "serata rock", una serata in cui porto mio figlio nei meandri della musica viva. Il rock non si ascolta, si balla. Nelle mie serate rock io alzo a palla lo stereo e scelgo accuratamente della musica, poi io e Samu balliamo. Lui ride, balliamo (lui da seduto, sdraiato o in braccio a me) e urliamo fino alla conclamata comparsa dei segni di sfinimento.
Di solito passa la notte dormendo beatamente. Finora due edizioni e due successi-sonno.
Il rock serve a dissipare le brutte cose e a essere migliori. Il rock non si deve semplicemente ascoltare, va ballato perché possa passare nella pelle - parlo come Jack Black, lo so... - e se lo si balla allora ci armonizza con l'universo. E poi si può dormire bene. È per questo che affermo solennemente che ballare non agita i bambini, li calma. Capisco bene che a qualcuno potrà sembrare farneticazione allo stato brado, crasi fra emisferi cerebrali privi di connessioni sinaptiche e mi rendo ancor più conto di quanto la prossima citazione potrà far perplimere i bravi paparini: sottoscrivo la scena di The Commitments in cui si vede che Elvis è appeso al muro più in alto di Gesù, Cristo è bravo ma è venuto dopo. La serata rock non è paternalistica, non voglio impartire insegnamenti, è regalare al mio bambino l'unica cosa che ho imparato in 37 anni e passa di vita. Ho imparato che c'è qualcosa che ci eleva, che c'è un'energia speciale, che quella musica lì aiuta a vibrare, a vivere e succhiare la vita. Il rock è democratico (anche se vagamente verticistico).
Ieri sera assortimento misto di Springsteen dal vivo, Prince, Creedence Clearwater Revival e a concludere Tonino Carotone (la festa del raccolto).
Al risveglio gli Ultravox.

5 commenti:

  1. E bravo pater puer! Sono proprio dalla tua parte! E Samu è arrivato nel periodo magico, quando all'improvviso tutto si fa più chiaro e da semplice neonato diventa bambino super presente!
    Goditi questo periodo, con la consapevolezza che ogni giorno, in sua compagnia, sarà sempre più bello vivere!
    Un bacio

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  2. ciao! ho scoperto oggi il tuo blog..bellissimo! io sono mamma di una bimba, grazia, nata il 17 maggio scorso..ciaociao! baci a samu! monica

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  3. Grazie mille!

    Un saluto a tutte e due. Stasera parlerò a Samu di voi (chissà che faccette farà)!

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  4. Ciao Paterpuer,
    io di musica ne somministro parecchia alla baby ma non ho ancora avuto il coraggio di passare al rock vero...

    Ancora una volta ti faccio i complimenti per il tuo blog e se te li fa un altro papà-blogger ti puoi fidare.

    Bye

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  5. In gravidanza abbiamo messo Yo Yo Ma che suona Bach in "heavy rotation". Nelle serate rock amo la musica "aperta", con accordi che sembrano respirare.
    Grazie per i complimenti, che ricambio in modo sincero.

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