mercoledì 7 gennaio 2009

Natale è passato

Tepee?
È rimasto però il mio regalo per lui: un fantastico djambe!
Che emozione: quando gliel'ho scartato e ce l'ho seduto sopra, lui, come sapesse esattamente di che cosa si strattava, ha cominciato a suonare con le due mani. Io, vecchie aspirazioni da musicista, mi sono commosso fino ai brividi. Adesso ogni volta che lo vede suona, anche se dopo un po' tenta di metterlo in bocca.
Ho incontrato un vecchio amico alla festa di compleanno di una bambina (ha compiuto un anno); lui gestisce una scuola musicale e mi ha spiegato che nei prossimi mesi dovrò fare in modo che, quando Samu suona il tamburo (o qualsiasi altra cosa) associ all'atto del suonare l'emissione di vocalizzi. In questo modo - mi ha detto - il ritmo e la melodia assumeranno una sorta di identità unitaria.

Riflettevo in questi giorni sulle cose che mi hanno meravigliato e che mi resteranno del magico 2008 e mi sono reso conto di quanto i ricordi siano assurdità soggettive: una delle cose che sono impresse a ferro e fuoco nella mia mente è la "competenza" di Samu quando gli metto una maglia, il fatto che - io avevo invece sempre temuto fratture, timore quasi atavico - sin dai primi giorni di vita chiude le manine per evitare che si spezzino le dita. Sarà strano ma forse questo è il ricordo più vivo che ho, come fosse una cerimonia che si rinnova a ogni "vestizione".

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