mercoledì 3 giugno 2009

Non chiamarmi "papy"...

A pancia piena si ride meglio!

È d'obbligo partire così... Ridendo.

Sono padre da oltre un anno e ringrazio la vita per questa cosa, la paternità è una sorpresa straordinaria. Attimo dopo attimo.

Adesso cammina, camminicchia, è sempre più presente. Se gli dici "Pronto?" prende qualsiasi oggetto e lo porta all'orecchio come fosse un telefono. Gli dirò - a futura memoria - di non chiamarmi "papy"...

In questi mesi è sempre più sorprendente. Ama il gioco e le ripetizioni dello stesso gioco sembrano non stancarlo mai... Accende e spegne la luce a ripetizione, quando torna nella casetta di Genova si precipita subito al televisore perché si ricorda come si accende. Gli oggetti tech li adora...

Non c'è più latte, peccato. Abbiamo avuto qualche problemino con il latte di proseguimento, fino a trovarne uno che non generasse problemi intestinali. Adesso però con il suo "bidente" Samuelino mangia praticamente di tutto ed è uno spettacolo portarlo in pizzeria perché agguanta la focaccia con una voracità, una visceralità animalesca che è la traduzione migliore della parola "vita".

Sono padre da oltre un anno e le domande me le faccio, non tanto - come si potrebbe pensare - sul piano educativo e affettivo. No, sotto quel profilo mi sento responsabile ma so di potermela giocare, poi si vedrà come va a finire. L'educazione di mio figlio è qualcosa che posso decidere io.

Sono però un quasi quarantenne senza alcuna certezza economica e mi domando che cazzo di società ci hanno disegnato addosso; la mia paura è economica. Guardo al futuro e vedo tanto amore ma pochi soldi, troppo pochi (forse) per potergli assicurare quello che merita in termini di tranquillità di vita. Non so immaginarmi, io, come potrò essere per lui quello che i miei genitori hanno saputo essere per me (e a volte ancora lo sono...). A volte non mi basta nemmeno pensare che saremo la generazione che verrà aiutata "in casa" dai figli, non mi basta perché non mi fa ridere anche se è una boutade...

Sì, sento tutta la pesantezza del non essere adeguato. Eppure mi sento libero come non mai nel fare il papà, mi sento realizzato nello stare con lui. Sono proprio i soldi a essere un casino.

Per fortuna Samuele Yannick mi rende leggero, lo guardo, ci guardiamo, ride, è indaffarato nelle sue cose, è frenetico nel rovesciarsi come un'anguilla nel letto fra me e Paola, ci facciamo gli scherzi, ride se gli faccio il solletico, scappa dai miei agguati. Si imbufalisce per i miei "no".

Paterpuer è proprio un nome adatto perché io e il mio bambino ci "formiamo a vicenda", l'un l'altro, con una naturalezza che ogniddì mi meraviglia. Se Samu e Paola sembrano collegati da un automatismo di simbiosi (quando Samu cambia il ritmo del respiro Paola lo cambia anche lei, anche se tutti e due stanno dormendo), da una impenetrabile telepatia, io e lui è come se fossimo collegati da un'animalità subliminale (direi ampiamente precorticale). È un qualcosa che ci unisce senza spiegazioni, lui sa che questa cosa esiste, io pure lo so ed è come essere complici, fraternamente (sono figlio unico e credo di capire adesso il legame tra fratelli) ed empaticamente complici. La cosa bella è che questa intesa prescinde dal fatto che io, papà, tento di dargli dei limiti e lui, figlio, cerca di fottersi i limiti.
Bella coppia!

5 commenti:

  1. bellissimo il tuo post...è così emozionante vederli crescere e ricordarsi di com'erano

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  2. Ciao Pater, leggo volentieri i tuoi post.
    Nell'ultimo mi ci rivedo proprio. Anche se il mio Scritch ha ormai 6, quasi 7 anni, io e te coltiviamo lo stesso legame verso i nostri figli. Io vivo per lui e lui ogni giorno mi mostra, a modo suo, il suo amore smisurato per me. Il nostro legame è mentale, ci capiamo al volo, so come prenderlo, sia per tranquillizzarlo, sia per rimarcare i famosi limiti. E vedrai che non appena Samu acquisterà il dono della parola, riuscirà a scioglierti con parole talmente dolci che ti si memorizzeranno nel cuore.

    Sei davvero un bravo "papy" ;-) che ha dato al proprio figlio la giusta dimensione ed il corretto collocamento nella scala delle priorità.
    Ti auguro di cuore di riuscire a sistemarti definitivamente dal punto di vista lavorativo. Se non gli farai mai mancare l'affetto e l'attenzione nei suoi confronti, vedrai che a Samu non mancherà nulla...perchè avrà già quello che più vuole!

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  3. Grande Paterpuer, sono felice di leggerti di nuovo. Mi stavo anche un po' preoccupando a dire il vero.
    Le tue preoccupazioni economiche, da disoccupata, le condivido in pieno. Perchè è vero che i soldi non fano la felicità, ma aiutano molto :)

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  4. abbiamo in comune la città: Lucca, un maschietto per figlio (il mio di tre anni però)e il modo di vivere la genitorialità (io mamma però)

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  5. Io vi ringrazio di cuore. È bello sentirsi compresi. Vorrei scrivere a lungo ma credo che questo basti (e avanzi), vero?

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