giovedì 23 luglio 2009

E procede dal figlio al padre...

Doveva prima o poi capitare che le paure e i racconti del terrore trovassero uno sbocco nella realtà. Tutti raccontano dell'incubo-nido, un incubo fatto di malattie, un incubo in cui la sola compresenza di più bimbi in un medesimo spazio cagiona pandemie a ripetizione. Un incubo in cui i figli passano un anno a casa malati e 10 giorni complessivi al nido. Mentre i genitori pagano comunque la retta...

Siamo al nido. Siamo entrati in graduatoria. Bingo! Si tratta di un nido nuovo ultimato solo pochi mesi fa. Non è che sia vicinissimo ai tragitti casa-lavoro ma va benissimo. Sugli orari sarebbe bene vomitare, in un comune in cui ci sono solo poche decine di posti disponibili (sistema scientifico per consentire al lucro privato - bel bacino elettorale - di proliferare sul mercato senza i rischi del mercato) gli orari del servizio pubblico (con rette simili ai privati) sono praticamente inutili per le famiglie: se puoi permetterti di riprenderlo al massimo alle 12:30 oppure (tempo lungo) alle 16:30 beh, significa che non lavori e che non hai necessità del nido. Lasciamo stare la polemica va beh.

Insomma pare che una decina di giorni fa Samuele, invitato a una festa fra neonati abbia preso un bel virus che attacca la gola. La pediatra ha prescritto 8 giorni di antibiotico, il piccolo ha avuto la febbre alta. Io ho preso anche i fermenti lattici (ho pensato che se ha ereditato da me la tolleranza agli antibiotici siamo fritti, a me fanno venire la forfora, la candida e le macchie sui denti: una tragedia). Quando c'è un virus di mezzo con febbre alta anche il papà più antifarmaceutico fatica a opporsi.

Non capisco perché ai bambini la febbre fa da freno solo a tratti, quando non sono rincoglioniti sono attivissimi. Samuele, a parte i momenti di picco della temperatura era sempre allegro, corricchiava, sorrideva, giocava come se nulla fosse. Non capisco perché se ai bambini la febbre non fa nulla a noi adulti spesso ci debilita.

E come nella tradizione delle migliori storie il virus è passato dal figlio al padre. Il padre però era del tutto rincoglionito e ha passato due giorni a letto con la febbre a 38. Bah... Alla fine sono a casa da cinque giorni con la placche bianche alle tonsille e dolori muscolari di ogni tipo. Non gioco mica io!

La cosa più bella di questi giorni (a parte i primi due in cui ero davvero KO) sono i risvegli. Dopo che Paola è partita per il lavoro porto Samuele con me (quando già non sia nel lettone) e attendo (dormendo o meno) che si risvegli con calma. I suoi risvegli sono meravigliosi, emozionanti come poche altre cose al mondo. Sorride, quando si sveglia al mattino apre gli occhi e mi sorride dal cuscino. È una cosa che mi tocca dentro, che fa suonare delle corde sensibili, che mi irraggia di bellezza. Difficile anche dirlo.

Al pomeriggio lo faccio addormentare con me e poi lo metto nel suo lettino. I risvegli del pomeriggio sono da comiche: si sveglia e di colpo si siede e si mette a leggere uno dei suoi tascabili illustrati che vagolano nel letto. Solo dopo un po' (un bel po') alza lo sguardo e mi sorride. Poi si rimette a leggere.

Questi giorni di malattia non li dimenticherò. È stato bellissimo averlo tutto per me.

Ora, ma da settembre in poi sarà sempre così oppure no? Saremo a casa ogni settimana a imbottirci di medicine?

Nel frattempo dobbiamo fare con i nonni la ricognizione del percorso perché, come si sa e come si deve fare, noi lavoriamo e non siamo liberi alle 12:30 o alle 16:30.

3 commenti:

  1. Anche a noi hanno prospettato nefandezze e pandemie di ogni tipo, sul nido... Abbiamo avuto il culo di rientrare in graduatoria per l'assegnazione dei voucher, e quindi da settembre saremo in pista anche noi.
    la cosa che mi frega, e che io non mi ammalo mai. Sto malissimo, sono uno zombie, ma non mi ammalo mai veramente: anche con le peggiori malattie, non ho mai la febbre. E quindi niente letto, niente coccole, niente mummificazione nel lettone per una settimana.
    Mio marito invece sì, e ti dirò che un po' lo invidio.
    Sono pazza? :))

    p.s.
    Sono felicissima di avere 'incontrato' il tuo blog.

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  2. Non sei pazza, anzi, la febbre è un male ma è anche fi troppo facile dire che non tutti i mali vengono per nuocere...

    Aggiorniamoci a settembre sul periodo di "inserimento al nido", ci sarà da ridere :-D

    Grazie a te per il tuo blog.

    Un saluto.

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  3. ha ha ha capita sempre così, il piccolo si ammala tu lo coccoli e lo curi, lui si ringalluzzisce e tu finisci a letto stecchito. Buona fortuna sul nido, di certo una cosa è buona svilupperà tanti anticorpi il piccoletto tra anibiotici e non che sarà temprato ai virus.
    I risvegli dei piccoli, una nuova favola ogni giorno, quello sguardo occhi negli occhi super ravvicinato è un tuffo di felicità che rallegra la giornata.

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