martedì 22 settembre 2009

Non potete servire a Dio e a mammona: il sapore dolceamaro dell'unicità

Amo la gelosia, la aborro quando è costruzione di teorie allucinate a autogiustificanti ma la adoro quando è scatto, reazione, graffio ferino. Mi piace guardare gli scatti di gelosia, quelli di pancia, mi fanno toccare l'animalità delle persone.

Sabato sera siamo andati a trovare parenti genovesi della mater, una famiglia davvero splendida, due bimbi (una di nove e uno di quattro) che definire adorabili è poco. Si sta bene in quella casa.
Il piccolo I., di indole gioiosa e giocosa, si è subito attaccato a me (come al solito), mi ha raccontato dei suoi nuovi giocattoli e ha voluto che gli leggessi delle storie. Osservavo Samuele che pareva non far caso (immerso in un mondo di giochi sconosciuti in una casa a misura di bambino) al fatto che il suo papà tenesse in braccio un altro bimbo così a lungo. Eppure mi sembrava di cogliere qualche cosa...

Dopo una serata in cui I. mi aveva monopolizzato (cercavo comunque di limitare l'unicità di questo attaccamento per “ridistribuirmi” su Samuele), a un certo punto il mio bimbo ha cominciato a dare in escandescenze e ha tentato di menarlo più di una volta. La cosa bella è che Samuele è innamorato di I. e gli sorrideva e lo seguiva ammirante in ogni angolo della casa, però lo menava se si avvicinava a me, solo in quel caso. I., del resto, ha quattro anni ma è molto maturo e non reagiva mai, si allontanava rimanendo però male del fatto che io non potessi essere più “suo”.

Ho ammirato Samuele, l'ho capito meglio grazie a quest'episodio, mi sono anche sentito lusingato.

Dispiace però per il piccolo I., che è rimasto un po' deluso e alla fine se n'è andato a letto.

L'unicità non ammette deroghe, è diversa dal condominio; Samuele -mi pare- ha definito dei confini che delineano l'unicità del nostro essere padre e figlio. A una certa distanza si può stare, più vicini no: chi tocca i fili muore.

Bell'animale, mi piace come hai pisciato sul tuo territorio!

4 commenti:

  1. Ecco, questa parte mi manca. A me le reazioni di pancia mettono spesso a disagio, non le capisco: ho una forma di ritrosia proprio al segnare il territorio. Chissà forse ho torto a pensare che le persone, come le cose, non sono mai "esclusive". Certo, capisco cosa significhi per un bambino avere come suo punto di riferimento univoco i genitori, ma ne vedo anche i contorni di persone attorno come una ricchezza, come qualcuno da condividere. Non lo so, su questo, lo ammetto, ho le idee pochissimo chiare...
    ciao

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  2. ADESSO MI SPIEGO QUEL ODORINO CHE SENTO DA QUALCHE TEMPO... Ma è una relazione biunivoca, cioè cosa ho rischiato quando ho preso d'impeto in braccio Sam ? Affidandoti tra l'altro la mia preziosissima Nikon ?

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  3. mammamiaaaaaa
    che scoperta il tuo blog! bello bello quello che scrivi.
    è proprio una prospettiva affascinante, e tu la rendi con una schiettezza che mi piace davvero!
    piacere di conoscerti, credo che ci rincontreremo

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  4. Tutti i migliori affetti possono essere barattati con una Nikon... Specie se associata a un banchetto luculliano!

    Scherzi a parte, questa unicità non è una chiusura verso gli altri, è semplicemente la sicurezza un qualcosa di inviolabile, è una forma di costruzione dell'identità. Samuelino ha una famiglia fatta da papà, mamma, 2 cani, 4 nonni, una zia e due zii "acquisiti" (quelli che io considero fratelli); un bel nugolo di rapporti. Una situazione abbastanza vivace che gli permette di acquisire la nozione che i rapporti, anche nell'unicità dell'affetto, sono (mi si permetta la citazione) rizomatici. Il fatto di amare le reazioni di pancia è semplicemente una questione - a mio avviso - di gusti.

    PS: merci Caia :-)

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