lunedì 2 agosto 2010

Quando un papà riscopre il corpo

Si sente dire che la paternità cambi le persone, che i figli cambino la vita. Ho già avuto modo di dire che considero queste asserzioni una generalizzazione pressappoco insulsa: mio figlio ha cambiato la MIA vita, in meglio, ma la mia, posso racontare solo della mia e non legiferare sulla vita degli altri.

Chissà, forse qualcosina di vero c'è sempre e comunque, forse Samu è la causa scatenante, la scintilla che ha avviato un processo in preparazione da anni. Bah... chi lo sa?


Insomma, io negli anni giovanili ho anche insegnato discipline legate alla corporeità, ho addirittura condotto attività psicomotorie negli asili verso la fine degli anni Novanta. Bene, i casini frenetici della vita mi avevano portato un po' distante dal mio corpo.

In quest'ultimo anno è finalmente successo qualcosa: sono riuscito a cambiare il mio corpo.

Mi sento raggiante.

Sì, l'entusiasmo per la vita dovuto alla paternità ha il suo peso in tutto questo. È successo che sono finalmente riuscito a trovare dentro di me una cosa pressoché sconosciuta: la costanza. Già l'anno scorso mi ero fatto diversi mesi di palestra quotidiana, avevo preso la cintura arancione di kick boxing e mi ero sorpreso di me stesso.

Da settembre 2009 a oggi è inziata per me una cavalcata attraverso il corpo che mi ha cambiato davvero. Ho scoperto una dieta meravigliosa e un amico inaspettato: il cardiofrequenzimetro. Sono rinato. Ho perso stabilmente 8 (otto!) Kg e sono una persona nuova: un papà più giovane e scattante, un genitore con gli addominali!!!

Ho sempre fatto sport, anche a livello agonistico ma nel corso degli anni birra, negroni, fame chimica e voracità mi avevano decisamente allargato il giro vita. Un processo lento, iniziato dopo i vent'anni e proseguito più o meno in maniera costante negli anni. Ho sempre fatto sport ma dopo i vent'anni mi è sempre mancata la costanza che solo l'agonismo può dare. Sì, ho fatto una decina di campionati di calcio (tra l'altro senza legamenti) e 2 o 3 campionati di calcetto ma non era agonismo vero. Magro, magro, ma con il "buzzino". E così, non accettandomi mi allontanavo.

La base della dieta (l'ha illustrata Tito Stagno in radio) che ho trovato è la necessità di far riposare lo stomaco dalle 4:00 alle 12:00 (secondo la teoria della dieta in questo lasso di tempo l'organismo si "spurga" attraverso lo stomaco). Fino alle 12:00 solo frutta, anche in grandissime quantità (che secondo la teoria impegna l'intestino ma non lo stomaco). Alle 12:00 mi faccio un primo qui in ufficio - abbiamo la cucina - che di solito è grano saraceno (ma van bene anche gli avanzi della sera prima) e poi alle 13:00-13:30 via in palestra. Spezza la giornata di lavoro, rilassa, tonifica. E in palestra questo nuovo alleato, il cardiofrequenzimentro, ha fatto il resto, permettendomi di conoscere il modo in cui lavora il mio corpo.

Nel frattempo ho preso la cintura successiva.

Il processo che mi ha visto mutare in questi mesi mi ha portato a ristrutturare completamente il mio corpo ma soprattutto la percezione del mio corpo. Mi sono reso conto di essermi coperto per vent'anni con maglie extra large e camicie decisamente oversize. Sarebbe bastato meno a coprire la pancetta ma io avevo bisogno di cose sempre più larghe...

Ho scoperto di essere stato un po' dismorfofobico. Non avevo una percezione corretta di ciò che era il mio corpo, sia in eccesso che in "ristrettezza". Compravo maglioni grandissimi (trooooppo grandi per me) e mi accanivo nel cercare pantaloni al limite del mio respirare, che poi regolarmente non riuscivo a mettere.

Che soddisfazione impagabile mettermi quei jeans comprati a gennaio 2008 per festeggiare l'ecografia che ci avrebbe rivelato il sesso della nostra creatura e che, nonostante la mia autoconvizione ("appena viene primaverà mi asciugherò e potrò metterli senza problemi") non mi erano mai entrati. Che meraviglia mettere quella maglia iperaderente da discoteca comprata al mercatino di Livorno nel 1994 e mai messa causa pancetta! Sì, sono un uomo nuovo e mi piace perdermi nello specchio per vedere questo cambiamento che, alla soglia dei 40 anni non avrei più sperato.

Venerdì la mia palestra ha chiuso per ferie. In pausa pranzo oggi sono andato in piscina. Non sono diventato un maniaco, sono semplicemente una persona che ha trovato un nuovo punto di equilibrio.

Eh sì, che casino anche per i papà il rapporto con il proprio corpo. Quello che è successo in questi mesi mi ha reso una persona migliore, forse più sensibile a queste cose. Queste vicende hanno fatto di me un papà più atletico ma anche più pronto a capire i disagi che qualsiasi uomo può vivere e che sono tanto più difficili da superare quanto più legati al proprio lato sensibile.

Paradossale vero? Si diventa più forti e virili e in realtà ci si apre a una maggiore sensibilità.

Nessun commento:

Posta un commento

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...