lunedì 26 settembre 2011

Little alien

Questo post è in qualche modo off topic, non si parla di mio figlio. Si parla però (in qualche modo) del suo papà

Io al MomCamp 2011: un papà in mezzo a un mammodromo colorato, I'm a little alien, sì, non capivo se ero un pesce fuor d'acqua o nel bel mezzo del mio elemento naturale.

A pochi passi dal luogo del raduno ho cominciato a sentire un po' l'emozione, lo confesso. Tanta gente, sorrisi, la proverbiale paura adolescenziale di essere impacciati.

Mi son piaciute l'energia e la solarità di chi c'era.

Vista coi miei occhi quest'esperienza mi ha sorpreso. Il mondo dei genitori blogger mi piace moltissimo perché trovo persone che sanno scrivere bene e la cantano giusta. Eserci di persona mi ha fatto toccare con mano le cose in comune: voglia, forza, entusiasmo, determinazione.

Il giorno dopo leggo tanto entusiasmo nei blog di chi ha partecipato, leggo anche quelche post che sa di occasione mancata.

Perché? È questa benedetta determinazione delle donne che - secondo me - dipinge i resoconti ombrosi, quella determinazione che ha fatto sì che moltissime (uso il femminile perché tanto l'unica declinazione maschile tra le relazioni era la mia) mamme abbiano interpretato il tema ("il futuro delle mamme online e non solo") come ipotesi di un futuro professionale tracciato grazie all'attività di blogger. Molte già lo fanno del resto. Il tema in sé però non comportava in maniera automatica questa strada. Di fronte a un tema aperto il senso di insoddisfazione è frutto della determinazione a proseguire un'attività che - evidentemente - entusiasma e che molte vogliono scegliere come mestiere. Quasi una ricerca di indicazioni più pratiche, più operative; quasi come se il tema del MomCamp fosse già stato superato con un balzo: noi sappiamo quale futuro vogliamo, aiutateci a costruirlo. Ben più di un interrogarsi sul futuro!

Lancio l'idea per il prossimo passo: workshop?

Alcuni degli interventi mi hanno fatto risuonare qualcosa, altri meno. Ciò che però mi ha fatto risuonare l'anima al completo sono state le persone. Un po' pesce fuor d'acqua lo ero (le mamme online giustamente rivendicano un'identità di genere che nel quotidiano è difficile da esercitare, a partire dai congedi per maternità) ma rimanere in posizione defilata mi ha lasciato il tempo per sentire le cose e percepirne la bellezza.

C'è un piccolo movimento, c'è un'epoca che ha un nuovo protagonista, c'è una tecnologia che è stata interpretata al meglio. Spero solo che all'inevitabile incontro con le aziende i protagonisti di questo movimento arrivino preparati, solidi e tenaci. Le aziende dal canto loro  hanno ancora tanta strada da fare, quelli del marketing, quelli della comunicazione, gli amministratori delegati... Chissà che non si possa ipotizzare un MomCamp 2012 in cui le aziende vengono a chiedere cosa e come vogliamo i prodotti.

Mi sento di dover ringraziare col cuore chi ha organizzato il tutto, chi c'era e chi ha dispensato sorrisi. Io per parte mia, tanto a mio agio con un microfono in mano, tanto prudente senza, ho vissuto una bella giornata e spero che tutta quell'energia si trasformi in forza. Una forza che andrà a beneficio sia di chi non c'era ma è comunque parte del gioco, sia di tutti gli altri. Un'organizzazione sociale che consideri la maternità un fatto sano e reale della vita è un miglioramento per tutti, nessuno escluso.

Essere l'unico maschio relatore (ma non l'unico partecipante registrato), essere un'anomalia, è stato un piacere, ma al di là dei dati oggettivi che mi vogliono quale altra metà del cielo, io c'ero perché mi sento parte di una categoria più ampia, che è quella dei genitori che si affidano alla rete per parlare, condividere e confrontarsi.

venerdì 16 settembre 2011

La parte migliore di noi

Ci fa piacere quando ci assomigliano, i figli, ma personalmente credo sia ancora più bello quando fanno vibrare la prte più bella di noi.

Alcune sere fa Samu, dopo aver mangiato poco a cena, prima di andare a letto ha cominciato a ripetere che aveva fame. Dopo un po' ho cominciato a essere perentorio sul "no", al che lui ha - giustamente - chiesto il perché. La mia risposta è stata d'istinto una roba del tipo: "Perché questa è la regola, si mangia a cena". Non l'avessi mai fatto...

Il piccino ha attuato una strategia degna del miglior avvocato. Ha dapprima deviato chiedendo chi avesse creato questa regola, alla mia risposta che la regola l'avevamo creata noi (noi persone), mi ha seccato dicendo testualmente: "Ma la fame non rispetta le regole che facciamo noi".

D'un tratto questa cosa mi ha riportato alla luce tutte le lotte contro le convenzioni fatte da adolescente e mi ha messo di fronte il semplicissimo dato di fatto che sì, è bene mangiare quando si ha fame.

A quel paese dunque le regole del galateo che invano si tentò d'impormi a suon di "Stare a tavola anche quando non si ha fame è segno di buona educazione", al diavolo la buona creanza, evviva la sincerità: quella semplicità che è la parte migliore di noi.

Per la cronaca si rinunciò presto a darmi un'impronta di maniere civili, son sempre stato più consono al comportarmi come un animale.

Quel che succederà tra me e mio figlio - ho sempre sognato di poterlo dire!!! - presto su queste pagine.

venerdì 9 settembre 2011

Quel gran progetto dell'Ufficio Mensa...

Ieri riunione preliminare dei genitori in vista dell'ingresso alla scuola materna. La lettera di convocazione riportava con chiarezza la richiesta di non portare i bambini. Ovviamente qualcuno ha ben pensato di portarli (magari non aveva nessuno cui lasciarli) ma doverli tenere lì nella stanza di una riunione... Insomma, un casino micidiale. Non si capiva ua pippa.

A un certo punto una delle maestre dice: "Alle 9:30 è prevista la merenda, volevo informarvi sul progetto che abbiamo in essere da alcuni anni con l'Ufficio Mensa: niente merendine, solo frutta o yogurt". Sinceramente mi sarei aspettato di sentire una parola come "biologico" ma insomma, eravamo comunque ben impressionati tutti quanti. Poi dopo una breve pausa aggiunge, con una naturalezza straordinaria: "La frutta dovete portarla già lavata e tagliata, in un contenitore ad hoc".

È seguito lo sconcerto. Gente in bilico tra lo sbattere la testa nel muro, il ridere isterico o il diventare alcolista. Il menù lo decide l'Ufficio Mensa ma il cibo lo portano i genitori (ma a che serve pagare la mensa se non ad avere il cibo per i bambini?).

Complimenti all'Ufficio Mensa, che ha ben pensato di escludere la merenda dai pasti resi dal servizio mensa ma giustamente impone ai genitori di dare ai propri figli ciò che decide lui. E bravo il mio Ufficio Mensa, bello questo progetto, bravi davvero... Un po' come quelli che, quando chiedi che lavoro fanno, alzano gli occhi al cielo e dicono: "Io coordino gli altri che lavorano".

Sono ancora incredulo.

giovedì 8 settembre 2011

MomCamp & DaddyCamp

A Genova domenica 11 settembre ci sarà il DaddyCamp, a Milano il 24 si terrà il MomCamp. Iniziative decisamente diverse fra di loro ma che meritano ugualmente una segnalazione.

Sarò al MomCamp, per cui sto strutturando un piccolo intervento dal titolo "La fine dei mommy blog e i suoi antidoti: mamme a propulsione d'invidia e inevitabilità del raccontare".

Sono curioso ed emozionato. Mi stuzzica molto l'idea di un raduno con alcune delle blogger che apprezzo di più.
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