mercoledì 9 novembre 2011

Tutta la sensibilità di G.

G. abita a qualche decina di metri da casa nostra. Ha un anno in più rispetto a Samuele. Ha una sorella più grande, di diversi anni, e una sorella gemella, N.. G. ed N. frequentano la scuola materna di Samuele.

Non sono mai riuscito a entrare in contatto con G. e N., sono amico sin dall'infanzia del loro papà, conosco ovviamente la loro mamma ma io e Samuele non avevamo mai avuto la possibilità di farci rispondere a un saluto. G. e N. si giravano, timidi, dall'altra parte, sempre.

Poi in un periodo di lavoro che mi aveva visto fuori casa anche durante sabati, domeniche e feste da calendario, ho trovato la forza di accompagnare Samuele alla festicciola di Halloween organizzata al circolino del nostro paese. Non avevo avuto il tempo materiale per pensare all'acquisto anche di un semplice cappellino (non volevo che fosse l'unico bambino privo di maschera) e prima di uscire dal posto in cui stavo lavorando mi ero stampato 4 zucche prese al volo da Internet con l'intenzione di ritagliarle e attaccarle sulla maglia di Samu con il biadesivo.

La cosa gli è piaciuta: una zucca appiccicata a Paola, una a me e due a lui (una davanti e una di dietro). Così siam partiti e appena usciti di casa abbiamo incontrato uno dei bimbi grandi con un teschio al posto della faccia. Samuele ha subito fatto marcia indietro chiedendo di tornare a casa. Ho insistito, l'ho preso in braccio, l'ho rassicurato ma anche una volta all'interno del circolino non ne voleva sapere di staccarsi da me.

Raggiunto il piano di sopra, quello riservato ai piccolini, era sempre addosso a me. Poi, con i suoi tempi ha cominciato a sciogliersi grazie alle torte, alle patatine e ai succhi di frutta. Poi ha cominciato a parlare con S., bambina dolcissima e sempre col sorriso (secondo me lui faceva anche un po' il "galletto") finché non è arrivato L., bimbo più grande che è letteralmente il mito di Samuele. L. non lo cagava, non rispondeva nemmeno ai suoi saluti e a Samu luccicavano un po' gli occhioni.

L'avventura è iniziata proprio qui, con l'arrivo di G. e N. che, al solito, si voltavano dall'altra parte.

Poi i bambini sono entrati in gioco...

Una mamma ha staccato i palloncini dal trave del soffitto per distribuirli, Samuele e G. si sono messi alla finestra e hanno finalmente cominciato a parlare. Ero contentissimo, da lì a prendersi allegramente a "palloncinate" è stato un attimo. Tutto scorreva liscio fin quando il palloncino di Samuele è scoppiato con un fragore che ha zittito tutti (e tutti gli sguardi si sono convogliati su di lui...). Nel silenzio si è sentito un singhiozzo, lui si è letteralmente collassato stringendosi addosso a me. In questo silenzio solo una persona ha capito cosa fare. G. con intuito e sensibilità è scattato, ha preso un altro palloncino e l'ha portato a Samuele.

Come si dice spesso "si è aperto un mondo", G. è un bambino sensibilissimo e simpaticissimo. Un bambino che non finirò mai di ringraziare per quel gesto tanto repentino quanto azzeccato. La serata è proseguita in un crescendo di divertimento tra Samuele, G., N. e gli altri bambini. Con piacere a un certo punto mi hanno incluso nei giochi usandomi come bersaglio per i palloncini, e in questo caso la più divertita era N.!

A fine serata Samuele moriva dalla voglia di raccontare tutto quanto a Paola.
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