mercoledì 19 marzo 2014

La festa dei papà-minoranza

Io sono un padre non sposato, e sono un medio esempio di persona disadattata.

Non sono ricco, non sono stabile, non mangio esseri viventi, non seguo la moda, non voto quasi più, non faccio la settimana bianca, non sto nelle maggioranze.

Credo che il papa polacco si sia fatto sparare, credo che Bush abbia spedito gli aerei contro le torri gemelle, credo che Weltroni sia un agente della CIA, credo che la famiglia tradizionale sia una scelta evitabile, credo che l'orgia sia il destino naturale dell'umanità, credo che le banche siano associazioni a delinquere che debbano essere sterilizzate e rese di proprietà collettiva (così come la moneta), credo che l'anarchia sia il pensiero più alto e dolce che mente umana abbia mai potuto cogliere.

Eh sì, sono un po' una minoranza deambulante.
Eppure ci sono padri che sono molto più minoranza di me: padri resi clandestini da leggi neofasciste, padri omosessuali spostati al margine di tutto dalla violenza ideologica dei benpensanti, padri schiavi a beneficio della leva dei prezzi o della tratta umana, padri troppo poveri per vivere che sono materiale di scarto dell'economia di mercato.

Ecco, a questi padri mi vien da pensare oggi, perché la mia felicità per esser papà non sarà mai completa fino a quando anche per loro non ci sarà il diritto di essere - ancor prima che padri - persone.
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