giovedì 12 giugno 2014

Il segno + e il segno - nella fantasia

Ha fantasia da distribuirsi a badilate, fantasia, proprio quella cosa che corre veloce come un cavallo selvatico per - mi si passi la citazione - i boschi narrativi. La fantasia è un valore assoluto, può andare dal massimo del positivo al massimo del negativo.

Ha solo 6 anni però, e due sere fa mi ha ricordato che alla sua età la fantasia può anche andare verso il basso.

Secondo Piaget un bimbo di sei anni si avvia dalla fase del "pensiero intuitivo" a quella delle "operazioni concrete", all'alba del pensiero induttivo (aggiorno le età perché i bimbi di oggi son svegli, sveglissimi) ma ancora immerso nel pensiero magico, quello grazie a cui ci si convince che la realtà si possa "fare", che questa "facitura" avvenga attraverso gesti o pensieri. Una fase complessa in cui si è presenti a sé stessi ma non se ne è affrancati: insomma, un gran casino in cui gli oggetti hanno vita e anima e ogni cosa deve trovare un posto, una spiegazione.

I bambini, quindi, tentano di spiegare le cose che gli capitano, che provano. Non sempre ci riescono e a volte capita che la spiegazione più semplice sia il senso di colpa.

Attenzione: non sto parlando di un senso di colpa strutturale o frutto di una identificazione proiettiva che abbia bisogno di trasferire sulla colpa un malcelato bisogno di controllo, magari aggressivo.

Sto parlando di qualcosa che può nascere, per esempio, dal parlare al passato. È capitato di parlare con Paola di cose che avevamo fatto in passato, anzi, che "facevamo" in passato. È capitato e Samu, sentendoci, abbia maturato una conclusione: "Facevano, ora non fanno più. Non lo fanno più da quando sono nato, è colpa mia".

Piccolo, piccolino, scricciolo di fronte alla vita. Era una sera strana, si sentiva inquieto e non sapeva perché, chissà da quanto teneva dentro questi brutti pensieri. Chissà, dove la sua fantasia l'aveva portato. Poi con precisione chirurgica e tempismo teatrale ha trovato l'istante e le modalità adatte per condividere la sua paura.

Affinché il semplice senso di colpa - che in molti casi è addirittura soldatino al servizio della civiltà - non finisca per diventare sentimento di colpa, strutturato e duraturo, è necessario decespugliare queste erbacce.

A volte basta una leggerezza per ferire chi si ama, so che è vero per gli adulti, ci voleva la fantasia di un seienne a ricordarmi che lo è ancor di più per uno scricciolo.

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