venerdì 2 marzo 2018

L'unico "bianco"

Photo by Joey Yu
I miei vicini di casa sono "neri", hanno un colore della pelle diverso dal mio, che pure ho origini in parte extracomunitarie, sudamericane per la precisione. Sono i vicini migliori che possa desiderare, tranquilli, sorridenti, discreti.

Qualche giorno fa era il compleanno del loro primogenito e siamo stati invitati. Scena inusuale ma... eravamo gli unici "bianchi". Avevano invitato la rete di amici connazionali e noi. È stato bellissimo, bellissimo sentirsi diversi, non condividere la lingua madre, starsene in disparte in attesa che il più scavezzacollo fra i bambini "neri" - una simpaticissima peste - facesse ridere tutti e fungesse da raccordo fra "noi" e "loro".

Ecco è stato bello poter provare, anche se per poco, quello che "loro" probabilmente vivono ogni santo giorno. Mio figlio era l'unico bambino "bianco". Dopo, a casa, ne abbiamo parlato. Ripensando a quei momenti iniziali di straniamento abbiamo constatato come la "loro" vita possa essere dura e ingrata.

Poter comprendere come si sentono gli altri, l'empatia, è qualcosa che non è poi così comune...

Una ricerca interessante l'ha compiuta qualche anno fa un gruppo di ragazzi italiani capitanati da Alessio Avenanti, giovane e davvero brillante psicologo dell'Università di Bologna. L'esperimento mostrava aghi conficcati nelle mani di persone con la pelle uguale a quella dei soggetti sperimentali e di persone con la pelle diversa. Un test di controllo mostrava una mano di colore viola infilzata dagli stessi aghi. Ebbene, le persone con pregiudizi hanno dimostrato attraverso la stimolazione magnetica transcranica, di provare (empaticamente) meno dolore di fronte alle mani degli "altri" che venivano infilzate. Sì, quando si è razzisti è proprio il cervello a funzionare in maniera diversa; tanto più se si pensa che alla vista della mano viola, il dolore veniva percepito (empaticamente) da tutti.

Educare all'empatia diventa quindi letteralmente vitale. Sentirsi diversi ogni tanto può aiutare a essere persone migliori.

Grazie piccolo L, il regalo, per il tuo compleanno, l'hai fatto tu a noi!

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